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Salve,
sono un giovane informatico veronese appassionato d’orto, la mia domanda è: L’osservazione dei cicli lunari è valida in fase di semina o trapianto?
Cioè, ad esempio, se rispetto la semina in fase crescente, poi per il trapianto in terra devo rispettare anche la stessa fase lunare?
Grazie in anticipo.
(Matteo – Verona)

Risposta

Ciao Matteo,
la tua domanda non è per niente banale, anzi interessante e impegnativa!
Siamo tutti d’accordo che la luna -satellite delle terra -influenza la nascita e crescita delle piante in quanto influenza semplicemente il flusso delle linfe – grezze ed elaborate – che scorrono all’interno della pianta medesima; allo stesso modo come influenza le maree.
Per quanto riguarda lo studio basilare dei cicli lunari ti suggerisco la lettura di questo articolo che trovi nel link.
In generale quindi ti dico che la luna influenza sia le fasi di nascita delle piante – e quindi la semina – sia le fasi di crescita e cioè quello che potrebbe venire dopo la germinazione del seme ovvero anche dopo un trapianto eventuale.
Anche se non è una scienza esatta ti dico che è importante osservare le giuste fasi lunari nelle fasi di semina – e cioè nascita delle piante – sia come nelle fasi di crescita ovvero eventuali trapianti o rinvasi che devi effettuare dopo la nascita.
Riguardo la corretta osservazione delle fasi lunari ti suggerisco la lettura dell’articolo che trovi nel link.
Salute e buon orto!

PeperoIl peperone dolce (Capsicum annuum) è il frutto estivo per eccellenza: rosso, giallo, carnoso, solo a ricordarlo fa venire caldo. Eppure si semina in inverno, ma non certamente all’aperto! Dovremo aspettare il tepore primaverile per poterlo trapiantare in esterno nell’orto, dopo averlo fatto crescere in semenzaio. Ci vogliono temperature che oscillano fra i 22 -26° e una buona luminosità per farlo sentire a proprio agio: eh sì il peperone è un tipo freddoloso!

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Salve,
sono impiegato in ferrovia, Reggio Calabria, quindi , quasi estremo sud!
Quando è possibile, cerco di sfruttare al meglio il terreno circostante l’abitazione….non e’ la prima volta che pongo domande in questo sito, e come le altre volte, ringrazio per i consigli che date.
Utilizzo piantare il fagiolino varietà “Magirus”, che rispetto ad altre qualita’ , da una buona fruttificazione, e di conseguenza un discreto raccolto
La mia domanda e’: per questo ortaggio che tipo di concime usare (solitamente preparo la terra per l’interramento dei semi utilizzando lo stallatico, oppure, se riesco a procurarlo in tempo, cioe’ durante l’estate, letame di bovino.
Per un discorso di consociazione con altri ortaggi, cosa posso usare per il fagiolino?
E, ultima richiesta, io uso fare i solchi per piantare i fagiolini, a che distanza devo interrare i semi, sapendo che fra una fila e l’altra, quindi un solco e l’altro, ci sono almeno 35-40 cm?”
Grazie infinite per i suggerimenti!!!!! A presto!
(Giuseppe – Reggio – Calabria)

Risposta

 

Ciao Giuseppe,
grazie per tutto quello che ci racconti, chissà che terra bella hai nel tuo “profondo sud”!
Ti rispondo immediatamente:
1 – Per quanto riguarda la concimazione dei fagiolini va benissimo la preparazione del terreno interrando dello stallatico – sempre ben maturo – sia esso pellettato o meno. Importante è che tu non lo disponga a ridosso della semina e vicino ai semi.
2 – Per quanto riguarda la consociazione, essendo i fagiolini delle leguminose e quindi miglioratrici del terreno, potresti consociarli ai pomodori, per esempio negli interfilari.
3 – per le modalità di semina dei fagiolini ti suggerisco la visione di questo video.

Salute e buon orto!

Liscio o riccio l’orto non può fare a meno del prezzemolo! E la fine dell’inverno può essere un un buon momento per la semina se prendiamo qualche precauzione in più. Guardiamo come fare per non sbagliare.

Terreno – Per prima cosa prepariamo bene il terreno, che dovrà essere fine, soffice e ben lavorato, se vogliamo favorire la germinazione: il terreno troppo grossolano non si addice al prezzemolo! Dopodiché arricchiamolo con della sostanza organica (stallatico, humus di lombrico, ecc…) un po’ di fertilità in più lo aiuterà a crescere vigoroso. Ricordiamoci che se usiamo sostanza organica a lenta cessione, per esempio lo stallatico pellettato, le concimazioni dovranno avvenire 2 o tre mesi prima della semina.

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In estate si sprecano gli ortaggi da raccogliere, ma l’orto invernale si sa che è più avaro! Eccovi allora un ortaggio da raccogliere con il freddo, anzi con il freddo diventa più dolce e gustoso, perché le basse temperature aiutano i carboidrati presenti nella sua radice a trasformarsi in zuccheri. Si tratta della pastinaca (Pastinaca sativa) una ’super-carota’ bianca di origine antichissime.

La pastinaca appartiene alla famiglia delle ombrellifere, come del resto la carota, e il suo sapore dolciastro viene spesso associato all’arrivo dei mesi invernali, quando dopo le prime gelate si inizia a raccogliere.

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RvanelliCosa c’è di meglio che iniziare l’anno con una semina facile, facile, che richiede poco spazio e che ci permetterà di gustarne i frutti in tempo record! Stiamo parlando del croccante ravanello, rosso o bianco, giallo o viola, è sempre un’allegria portarlo a tavola!

Il ravanello, Raphanus sativus, è tra gli ortaggi più veloci a crescere: tra la semina e il raccolto trascorrono in genere dai 25 ai 40 giorni a seconda della varietà e del periodo di semina, in autunno inverno il numero dei giorni può infatti variare dai 60 e 70 giorni.

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CrisantemoIl crisantemo in Italia non gode di ottime ‘credenziali’: è infatti pensiero comune associare questo fiore al mese di novembre e ai morti.

E’ dunque interessante scoprire come in molti paesi, soprattutto in Asia, è invece ritenuto il fiore della gioia e della felicità, da regalare in occasione di compleanni e matrimoni. Ma se questo non fosse sufficiente a riscattare il suo buon nome e a dare a questo fiore una reputazione adeguata alla sua bellezza, sappiate che il crisantemo si può anche mangiare! Cosa che a noi ortisti fa sempre piacere. Togliamo dunque il crisantemo dai camposanti e seminiamolo negli orti! Diciamo che forse è corretto seminarlo dove più desideriamo: vicino ai nostri cari, ma anche in giardino, come pure nell’orto, perché ovviamente esistono moltissime varietà di crisantemo, oltre duecento.

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Piante sovescioQuando si parla di sovescio le indicazioni sembrano non essere mai troppe. Perché come abbiamo già detto nel precedente post sulla concimazione a verde è meglio scegliere con attenzione le piante da seminare, affinché si adattino bene al nostro terreno, al periodo di semina e al clima. Ho trovato a questo proposito una tabella che spero possa essere una buona guida nella scelta dei vegetali da sovescio. Logicamente non vengono elencati tutti quelli che potremmo utilizzare, ma solo quelli più comuni e nella loro diversità ciascuno di noi può trovare quello più adatto alle proprie esigenze. Buona semina!

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Salve,
pratico per diletto, allevamento di polli e piccolo orto per uso familiare.
Abito a 300 m.s.l.m. sulla costa ionica calabrese e vorrei provare a piantare le patate in questo periodo – novembre – (ma anche più tardi) in due modi differenti: 1 – sotto la pacciamatura con telo nero plastico e 2 – un esperimento con una rete metallica alta un metro e mezzo diametro 80 cm, come ho visto sul web. Potrei provare a piantare nei prossimi giorni di luna calante o devo aspettare più caldo? Grazie anticipate per la risposta e complimenti.
(Paolo – Calabria)

Risposta

Ciao Paolo,
grazie per raccontarci la tua bella storia, di produzione “intima” che fai per la tua famiglia, è un bell’esempio!
Riguardo all’epoca di semina delle patate da farsi in Calabria, in prossimità del mare, secondo me la stagione migliore è la fine dell’inverno, ovvero dalla seconda metà di Febbraio, di modo che i primi germogli delle piante incontrano una stagione non troppo fredda che così non rischiano di gelare…luna calante ovviamente.
I tuoi metodi di coltivazione sperimentale di patate ci incuriosiscono molto…sarebbe bello avere delle foto!
Salute e buon orto

Ciao a tutti,
avrei un quesito sulla semina delle fave.
Il mio terreno è situato in provincia di Viterbo a circa 350 m s.l.m.
Approfittando delle prime piogge autunnali ho seminato le fave (varietà aguadulce), negli ultimissimi giorni di settembre.
Ora (fine ottobre) le piante sono alte circa 20 cm. La crescita rapida è dovuta al clima mite di ottobre, alcune persone dicono che rischio di perdere tutto per le gelate invernali. Forse ho anticipato di 20 giorni la semina. Per evitare rischi potrei riseminare le fave negli spazi rimasti vuoti o accanto alle piante presenti? O cosa posso fare?
Grazie per l’attenzione.
(Antonio – Viterbo)

Risposta

Ciao Antonio,
la scelta del periodo della semina delle fave è sempre un po’ imbarazzante, capita a diversi ortisti quello che è accaduto a te!
La pianta dei “baccelli” però è molto resistente al gelo invernale e quindi anche se le piante vengono allettate dal gelo o dal manto nevoso hanno poi la capacità di rialzarsi crescendo però certamente più difficoltosa.
La tecnica della semina fra i filari come di ci tu secondo me è valida come alternativa…l’unico inconveniente è che alla fine, se entrambe le semine crescono bene, potrai ritrovarti una densità doppia rispetto a quella ottimale.
Un’alternativa è quella di destinare un’altra aiuola dell’orto per la seconda semina, se l’hai a disposizione, oppure, provare a proteggere la semina delle fave che sono già nate con un telo – TNT, il tessuto non tessuto – che le preserverà dalle gelate invernali e dal carico di neve se allestisci dei tunnel coperti con questo materiale veramente utile.
Antonio facci sapere come risolvi la tua questione.
Salute e buon orto!

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