Talvolta mi piace parlare delle piante che si possano mangiare senza fatica alcuna, se non quella della raccolta. E’ il caso del lampascione o lampagione, lampasciuolo, pan di cuculo, cipollaccio o con il suo nome latino Muscari comosum. Sono davvero molti i nomi con cui viene definito questo piccolo bulbo scuro dal fiore blu, che sembra un piccolo candelabro.
I lampascioni crescono nelle zone incolte di tutta Italia, ma è soprattutto al Sud che viene apprezzato e consumato. Ed è lì che quasi tutti finiamo per assaggiarlo la prima volta. Ne ho voluto parlare adesso perché in Versilia, sulle pendici delle Apuane, è proprio in questo periodo che il suo fiore si fa notare per la sua grazia sbarazzina. Il lampascione fiorisce anche nel secco ed il suo blu elettrico attira l’occhio come una calamita.

E’ l’arancio amaro (Citrus aurantium) l’agrume più rustico e facile da coltivare. Ho tre piante in giardino che sono sopravvissute a tutto: alla mia disattenzione, alle estati torride e alle gelate tardive e intense. Dopo il gelo ho dovuto tagliere drasticamente tutti i rami secchi, ma poi la vegetazione è ripartita rigogliosa come se niente fosse stato.
Tra tutte le aromatiche il dragoncello (Artemisia dracunculus) non è certo il più conosciuto, eppure ha molte virtù terapeutiche: stimola l’appetito, aiuta la digestione e allieva i disturbi di aerofagia e meteorismo. Il suo sapore intenso e piccante viene usato in cucina per insaporire arrosti, pesce e insalate oppure viene aggiunto ai ripieni di carne e verdure o per aromatizzare le salse.
L’ortica è una pianta formidabile dalle mille proprietà curative, utile per la salute dell’uomo e dell’orto.
Per una volta lasciamo l’orto e il frutteto al ‘loro destino’ e parliamo di un albero che non produce alcun frutto: il salice. Un salice nell’orto può comunque sempre essere utile: per rinsaldare una proda, per ricavare dei legacci ecologici e biodegradabili, per fare delle strutture verdi e, perché no, semplicemente per abbellire un angolo dell’orto.
Iniziamo col dire che TNT, non è soltanto la sigla di un’agenzia di spedizioni internazionali, né tantomeno l’abbreviazione del Trinitrotoluene, meglio conosciuto come tritolo, ma è l’innocuo acronimo di Tessuto Non Tessuto, ovvero un tessuto ottenuto con un procedimento diverso dalla dell’incrocio dei fili a telaio, spesso completamente biodegradabile. Fare quindi un post sul TNT (Tessuto Non Tessuto) non è molto accattivante, essendo solo un materiale amorfo, generalmente bianco, con cui coprire le piante e il terreno, rendendo tutto apparentemente piatto e privo di vita. Tuttavia lo citiamo in continuazione ed è molto, molto utile nell’orto e nel giardino! Vediamo perché.
Chi coltiva e ama le piante farebbe di tutto per migliorare il terreno del proprio orto! Letame, compost, fertilizzanti di ogni tipo e natura! C’è tuttavia un prodotto di cui non abbiamo mai parlato su InOrto, se non in seconda battuta o in modo superficiale: la farina di roccia. E un lettore ci ha scritto per farcelo notare, quindi come negare a questo punto un giusto e meritato approfondimento!
Chi va alla ricerca di concimi e rimedi naturali, prima o poi troverà sul suo cammino la consolida (Symphytum officinale, detta anche consolida maggiore). La consolida ha un effetto benefico sulle piante dell’orto e del giardino. Le sue grandi foglie si possono utilizzare per pacciamare il terreno, oppure per preparare un macerato molto proteico e ricco di potassio, che stimola la crescita delle piante e ne rafforza la resistenza nei confronti dei principali parassiti.
“Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior” cantava De André, nobilitando una volta per tutte il letame. Vero, più che vero, tanto che il letame è considerato il re dei concimi. Oltre ad apportare al terreno sostanza organica, il letame contiene discrete quantità di elementi fertilizzanti come azoto, potassio e fosforo, quest’ultimo in percentuali inferiori, per cui, qualora un ortaggio fosse molto, ma molto ghiotto di questo elemento, potremmo eventualmente prevederne un piccolo reintegro sotto altra forma. In ogni caso il letame resta la migliore concimazione di base, in quanto contribuisce a creare humus, ovvero la sostanza organica che garantisce la vita dell’orto.