
Silene
In questo periodo a cavallo tra il cavolo e il pomodoro.
In questa terra di mezzo tra orto invernale e orto estivo, dove giusto qualche fava ci viene in aiuto, perché non approfittare delle piante spontanee che in questo periodo abbondano in ogni angolo incolto?
In verità alcune sono seminate e coltivate volutamente anche nell’orto e nel giardino perché sono belle, buone e contribuiscono ad allontanare i parassiti dall’orto, come nel caso della calendula e del tagete.

Borragine
Le piante che sto per segnalarvi sono semplici sia da riconoscere che da coltivare e anche un bambino saprebbe distinguerle e seminarle. Ecco allora alcuni fiori e foglie da raccogliere e magiare in insalata, cotti e saltati o come ingredienti principali di frittelle, frittate e ripieni vari.

Di questi tempi si fa un gran parlare di biodiversità. E’ una parola sempre più usata in rete, ma anche in tv e a questa parola vengono dedicati interi libri e articoli di giornali. Di fatto è ormai entrata a far parte del nostro vocabolario quotidiano.
Il caldo quest’anno non è certo mancato e probabilmente ricorderemo l’estate 2015 come una delle più torride, con un luglio infuocato e soffocante, quando le piante sembravano agonizzare e l’acqua a disposizione non era mai abbastanza. Purtroppo la carenza dell’acqua è sempre più frequente e in futuro dovremo imparare ad affrontare questo problema in modo serio e concreto, soprattutto nelle regioni dove le risorse idriche sono più esigue.
Se è vero che per un’alimentazione sana dobbiamo mangiare tutti i colori, la barbabietola sta al primo posto per il rosso magenta! La
E’ tempo di semina non solo di ortaggi, ma anche di fiori! E io adoro i fiori: mi piace l’orto, ma anche il giardino… Quindi concedetemi ogni tanto qualche divagazione, soprattutto se queste divagazioni sono utili al nostro orto, come il tagete.
La melanzana ha bisogno di caldo per prosperare e dare il meglio di sé, per questo, specie se abitiamo al Nord, è meglio aspettare il mese di maggio prima di metterla sul balcone, quando sarà svanito il pericolo ‘sbalzi climatici’.
Bene, bene…dopo avere visto
Ho appena raccolto gli ultimi fichi dorati e dolcissimi. Li ho dovuti condividere con una ghiandaia voracissima, che dopo avere sterminato i grappoli che pendevano dalla pergola dell’uva, si è spostata sul fico di fianco. Dovevate vederla! Si appostava sui lecci circostanti e ogni dieci minuti veniva a nutrirsi, che io fossi lì non era un deterrente, sfacciata e impudente si faceva beffe di me che la scacciavo battendo le mani. Forse avrà pensato che applaudivo la sua bravura! Fatto sta che l’anno prossimo dovrò trovare un mezzo più efficace per contrastare i suoi appetiti.
Disprezzate dagli ortocoltori e dai luoghi comuni che vogliono il giardino o l’orto inospitali verso le varietà improduttive o ineleganti, le “erbacce” o “erbe maligne” vivono ai margini della società vegetale. La loro ostinata invasività, la loro strenua volontà di sopravvivenza in situazioni difficili da sempre vengono combattute dall’uomo. Eppure sono molto spesso preziose per le loro proprietà curative, importanti per il sistema immunitario del pianeta e addirittura belle nelle forme e nei colori. Certo non mancano le voci in difesa di queste ribelli vegetali. Una su tutte quella del botanico inglese Richard Mabey che ne ha tessuto le lodi in un libro recentissimo e di grande successo come “Elogio delle erbacce” edito da Ponte alle Grazie. 